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Terremoto del 04.02.1972 Medio Adriatico (Ancona)

I danni del sisma del settembre 1997 a Pergola

Terremoti del 1997, Appennino Umbro-Marchigiano (Colfiorito)


Le informazioni sono tratte dal comunicato stampa di Enzo Boschi (presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica di Roma) del 14.10.1997, da ING-SSN-GNDT (1997), Basili et al. (1997), GNDT (1997). Il sisma ebbe un'intensità massima del IX grado MCS.

Questa sequenza sismica iniziò il 4 settembre con una scossa di magnitudo M=4,4 localizzata nella zona di Colfiorito e Collecurti, seguita nei giorni successivi da alcune scosse minori.

Il 26 settembre alle ore 2:33, una scossa di magnitudo M=5,5 nella stessa zona causò ingenti danni soprattutto a Collecurti, Cesi, Colfiorito. Alle ore 11:40 dello stesso giorno si verificò la scossa principale di tutta la sequenza sismica, con magnitudo M=5,9 ed epicentro spostato di circa 5 km a nordovest rispetto a quello della scossa della notte. Gli effetti di questo sisma furono gravi su un'area molto vasta dell'Appennino Umbro-Marchigiano, comprendente le località di Colfiorito, Annifo, Nocera Umbra, Assisi, Foligno, Camerino, Fabriano e molti altri centri minori delle Marche e dell'Umbria. L'intensità di queste due scosse fu valutata rispettivamente dell'VIII e del IX grado MCS.

Diverse migliaia di scosse grandi e piccole furono registrate nei mesi successivi.

Il 3 ottobre una nuova scossa di magnitudo M=4,8 colpì nuovamente la zona causando panico tra la popolazione. Il suo epicentro fu individuato nei pressi di Nocera Umbra. Dal 3 ottobre furono registrate numerose scosse presso Sellano e Preci, circa 10 km a sud di Colfiorito. Il 4 ottobre una scossa di magnitudo M=4,3 avvenne in questa zona, un'altra di magnitudo M=4,9 avvenne il 7 ottobre presso Casenove e Forcatura (a ovest di Colfiorito).

Numerose scosse furono registrate nei giorni successivi lungo l'intera zona sismogenetica, lunga circa 30 km, da Sellano fino a Nocera Umbra. Il 12 ottobre, una scossa di magnitudo M=4,5 si verificò nella zona di Sellano, provocando nuovi danni. Il 14 ottobre, un'altra scossa di magnitudo M=4,9 colpì la stessa area danneggiando seriamente la zona.

La sequenza sismica proseguì nei mesi successivi, via via affievolendosi, fino al 26 marzo 1998, quando una scossa di terremoto con epicentro nella medesima area, ma profonda circa 50 km, fece sussultare mezza Italia per parecchi secondi, con un'intensità epicentro circa pari al VII grado MCS. Iniziò quindi una nuova sequenza sismica nella zona di Gualdo Tadino, sul prolungamento nordoccidentale delle strutture sismogenetiche attivatesi nei mesi precedenti, la quale culminò in una scossa del VII-VIII grado MCS il giorno 3 aprile 1998. Ad essa seguirono nuove scosse di intensità decrescente nel tempo.

Tutti questi terremoti hanno prodotto un'enorme quantità di danni al patrimonio edilizio privato, pubblico e religioso, ai beni monumentali e alle attività produttive (diverse migliaia di miliardi in totale). Vi sono stati una decina di morti (alcuni dei quali deceduti per malore) e diversi feriti. Notevole l'impatto psicologico dell'evento calamitoso sulla popolazione, nonostante l'eccezionale qualità, mai dimostrata prima, della macchina dei soccorsi, degli aiuti e della riabilitazione messa in piedi dai vari organismi di protezione civile.

Oltre agli effetti sulle opere dell'Uomo, questa sequenza sismica ha prodotto alcuni (modesti) effetti geologici quali frane di crollo, cadute massi, fessurazione del terreno e fagliazione superficiale.

Nella zona del Metauro questa sequenza sismica ha prodotto effetti macrosismici massimi del VI-VII grado MCS, limitati ad alcuni Comuni nel bordo meridionale del bacino. Le località metaurensi nelle quali sono stati documentati danni in seguito a questo terremoto sono le seguenti.

Pergola, Serra Sant'Abbondio (VI-VII MCS): Il sisma ha reso inagibili diverse abitazioni ed edifici religiosi, sia nei centri storici che nel circondario.

Urbino (VI MCS): Il sisma ha prodotto danni lievi alla cattedrale e a qualche edificio.

Fossombrone, Urbania, Sant'Angelo in Vado (V-VI MCS): Il sisma ha prodotto lievi danni all'abitato.


Dettaglio scheda
  • Data di redazione: 01.01.1999
    Ultima modifica: 28.07.2004

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