Beni storici e artistici
Sant'Angelo in Vado: La Gavina
La Gavina, creata nel suo primo nucleo quattrocentesco per rispondere ad un'esigenza di difesa, è una villa padronale a tre piani, con pianta rettangolare allungata e una torretta colombaia di pregevole fattura.
Si ritiene che sia sorta in un punto strategico come quello in cui ha sbocco la via che unisce la valle dell'Isauro - Foglia con il displuvio del Metauro. Il clima di pace e sicurezza portato nei suoi territori dal Duca di Urbino Federico da Montefeltro rendeva possibile nel secondo Quattrocento la trasformazione delle "bastie" in case di campagna, donate da Federico stesso ai suoi capitani. In questo periodo la villa passò di proprietà alla famiglia Ganganelli (dalla quale nascerà fra' Lorenzo, il futuro papa Clemente XIV). Il rifacimento dell'edificio avvenne poco dopo il 1538 quando, dirimpetto alla Gavina, dalla parte opposta del fiume Metauro, il conte Pietro Antonio Santinelli dalla Metola faceva costruire da Gerolamo Genga la casa detta oggi "Il Palazzetto". Lo stile dei portali, delle volte, della loggetta con eleganti cornici tornite in arenaria, i frammenti dei pavimenti in cotto, potrebbero indurre a identificare come architetto Gerolamo Genga, operante nell'area durantino - vadese tra il 1538 e il 1545 (LEONARDI appunti). Negli stipiti delle porte è tuttora visibile lo stemma dei Ganganelli, uno scudo bipartito con tre stelle nella parte superiore e tre monti in basso. L'edificio subì interventi di ristrutturazione nel corso del diciottesimo secolo; dopo il terremoto del 1781, che mise a dura prova la cittadina di S. Angelo in Vado, la loggia presente nel corpo centrale fu tamponata e di essa rimangono oggi solo le due finestre centrali. Nell'Ottocento, quando passò ai nobili Ruffini di Pergola che presto se ne disfecero, l'edificio divenne casa colonica e solo recentemente è stato recuperato.BIBLIOGRAFIA
LEONARDI C., appunti
CLERI 1995
Dettaglio scheda
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Data di redazione: 21.05.2001
Ultima modifica: 05.08.2004




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