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La via Flaminia segue qui l'andamento del margine del terrazzo fluviale del Metauro in riva sinistra ed in alcuni casi presenta un percorso parallelo alla via nazionale. Lungo questo tratto di via sono attestati ritrovamenti di resti archeologici e recentemente a Tavernelle anche di strutture in relazione con l'antica via lastricata.

La più antica citazione del toponimo Tavernelle, nella sua forma latina, è in un documento del "Codice Bavaro" (sec. VII-X), in cui fra i luoghi confinanti con due fundi posti sulla via Flaminia, alla distanza di sette-otto miglia da "Forum Sempronii", viene citato anche "Casalis Tavernula". Mentre casalis sembra indicasse un appezzamento di terra su cui sorgeva una casa e su cui venivano distribuite le colture, Tavernula ripete certamente in forma diminutiva il vocabolo latino taberna, vale a dire locanda, osteria. Ed è appunto una taberna da porre all'origine del nome e dell'abitato di Tavernelle.

Fino a qualche anno fa si riteneva che della locanda che ha dato origine a Tavernelle non restasse altro che il vago ricordo nel nome; oggi (1999), grazie ai rinvenimenti archeologici effettuati nell'area della locale chiesa parrocchiale, sappiamo qualcosa anche delle sue strutture. Non molto per la verità è emerso dalla terra: il tracciato dei muri perimetrali ed interni, la fondazione dei pilastri di un portico, canalette di scolo e poco più, quanto basta però per avere un'idea, seppure generica, della natura e delle caratteristiche dell'edificio.

Posto a lato della Flaminia, che qui si allargava a formare una specie di piazzale, l'edificio presentava sulla fronte un ampio cortile porticato, su tre lati del quale si disponevano gli ambienti della taberna vera e propria: stanze di diversa ampiezza destinate all'accoglienza dei passeggeri ed ai relativi servizi. Altri ambienti, posti nella parte posteriore, erano invece utilizzati per la raccolta e la lavorazione dei prodotti agricoli della fattoria di cui la locanda stessa faceva parte.

Fra gli oggetti recuperati nel corso degli scavi (vasellame di vario genere, anfore, monete) si segnala in particolare una testa marmorea di Attis, personaggio mitologico legato al culto della dea Cibele. Tale rinvenimento induce a supporre che nei pressi della locanda o in connessione con essa sorgesse un'edicola dedicata a questa divinità, alla quale anche nel vicino municipio di Forum Sempronii era stato eretto un tempio di cui ci resta il ricordo in un'iscrizione.

Questo è quanto i dati archeologici ci consentono di conoscere o di supporre in relazione all'antica locanda di Tavernelle, in cui i viandanti che percorrevano la Flaminia continuarono per secoli a trovare ristoro, forse fino a quando i barbari risalenti la via verso Roma non costrinsero anche gli abitanti di questi luoghi a cercare rifugi più sicuri fra i boschi delle non lontane colline.


Dettaglio scheda
  • Data di redazione: 01.01.1999
    Ultima modifica: 08.12.2012

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