Opere specialistiche
Ortotteroidei (Blattaria, Orthoptera, Dermaptera) (Gli Insetti delle spiagge di Fano)
Loboptera decipiens (Germar, 1817)
Nome volgare: Lobottera
Ordine Blattaria, Famiglia Blattellidae
Morfologia: maschio lungo 7-10 mm, femmina 7-11 mm. Corpo largo, appiattito, lucido, finemente peloso, completamente nero tranne una stretta fascia gialla marginale; antenne e zampe nere. Capo liscio; occhi allungati; antenne lunghe almeno 2/3 del corpo e formate da numerosi, cortissimi articoli. Torace coi 3 segmenti ben evidenti, più larghi che lunghi: il primo quasi diritto alla base e, nel resto, con bordi laterali e anteriori fusi in una curva continua; secondo e terzo segmento molto corti e quasi rettangolari; ali assenti. Addome liscio. Zampe brune; tibie con fitte e robuste spine; tarsi di 5 articoli di cui il primo molto lungo.
Osservazioni: inconfondibile per la caratteristica livrea.
Ecologia, etologia: boschi e siepi. Sverna allo stato giovanile; gli adulti compaiono a maggio.
Distribuzione: Regione Mediterranea, Asia Minore, Madeira; Italia centrale e meridionale, al Nord è nota per Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia.
Nella Provincia di Pesaro e Urbino è nota per la costa e il settore collinare. Rara nel litorale di Fano.
Calliptamus italicus italicus (Linnè, 1758)
Nome volgare: Callittamo italiano
Ordine Orthoptera, Sottordine Caelifera, Famiglia Catantopidae
Morfologia: maschio lungo 15-23 mm, femmina 23-34 mm. Specie robusta, massiccia (in particolare la femmina). Colorazione grigio-brunastra con macchiette più chiare e più scure. Capo alla sommità liscio, incavato lateralmente; fronte liscia sulla linea mediana; occhi col margine anteriore diritto e posteriore convesso; antenne sottili e cilindriche. Torace con 3 sottili carene: 1 centrale, 2 laterali, queste leggermente convergenti in avanti. Tegmine superanti l'apice delle tibie posteriori distese; ali rosee. Zampe robuste; femori posteriori grigi con 3 bande trasversali nere; tibie posteriori rossastre con una doppia fila di denti robusti sul bordo esterno.
Ecologia, etologia: pascoli, garighe.
Distribuzione: Europa, Asia occidentale e centrale; tutta Italia.
Rinvenuta a Metaurilia-Torrette e a Baia del Re (Fano), poco comune.
Acrida ungarica mediterranea Dirsh, 1949
Nome volgare: Acrida mediterranea
Ordine Orthoptera, Sottordine Caelifera, Famiglia Acrididae
Morfologia: maschio lungo 25-40 mm; femmina 41-73 mm. Corpo di colore verde erba o bruno chiaro, molto snello. Femmine molto più grandi e robuste dei maschi. Capo molto più lungo che largo; fronte fortemente inclinata in basso e indietro; vertice concavo con margine anteriore arrotondato. Antenne fortemente appiattite. Pronoto finemente rugoso, con 3 carene longitudinali parallele e intere. Tegmine strettissime e fittamente reticolate. Ali trasparenti. Zampe con femori, tibie e tarsi molto snelli e gracili.
Osservazioni: di aspetto inconfondibile per la morfologia del capo e delle antenne.
Ecologia, etologia: pascoli, luoghi erbosi, dune. Gli adulti sono osservabili da luglio a ottobre.
Distribuzione: Regione Mediterranea e Africa; tutta Italia.
Comune nella Provincia di Pesaro e Urbino. Comune anche a Baia del Re nel litorale di Fano.
Aiolopus strepens (Latreille, 1804)
Nome volgare: Aiolopo autunnale
Ordine Orthoptera, Sottordine Caelifera, Famiglia Acrididae
Morfologia: maschio lungo 18-24 mm, femmina 24-32 mm. Colore bruno, talvolta verde oliva. Capo con fronte formante col vertice un angolo acuto; occhi raggiungenti la sommità del vertice. Pronoto di sopra piano, con carena centrale intera e interrotta al centro da un solco trasversale; carene laterali assenti. Tegmine bruno scuro, generalmente con macchie trasversali più chiare. Ali posteriori trasparenti, leggermente scurite o con base bluastra e apice nerastro. Tibie posteriori con anello basale bianco, uno nero e la parte rimanente di colore rosso, al lato esterno con 2 serie di aculei ad apice nero. Femori posteriori molto ingrossati, al margine superiore con una carena molto rilevata alla base.
Ecologia, etologia: specie xerotermofila; predilige cespuglieti, pascoli aridi, terreni sassosi. Gli adulti sono osservabili da luglio a novembre e superano l'inverno.
Distribuzione: specie mediterranea. tutta Italia.
Comune nella Provincia di Pesaro e Urbino; rara a Baia del Re nel litorale di Fano.
Kazakia genei genei (Ocskay, 1826)
Nome volgare: Dociostauro minore di Gené
Ordine Orthoptera, Sottordine Caelifera, Famiglia Acrididae
Morfologia: maschio lungo 10-12 mm; femmina 14-18 mm. Colore variabile, bruno-grigiastro. Capo convesso, di sopra più sporgente del pronoto; con depressione pentagonale tra gli occhi. Pronoto lateralmente peloso, con carena centrale intera e interrotta al centro da un solco trasversale; metàposteriore con due carene laterali rilevate, biancastre, fortemente convergenti verso il centro e interrotte alla metà del pronoto. Tegmine nella metà esterna con macchie bianche e nere. Femori posteriori di sopra con 3 bande trasversali nere; tibie posteriori bluastre o giallastre, al lato esterno con 2 serie di aculei neri.
Ecologia, etologia: specie eliofila e xerofila che vive in pascoli aridi a vegetazione rada e dune, generalmente a quote basse. Gli adulti sono osservabili da luglio a novembre.
Distribuzione: Europa meridionale e Israele; Italia peninsulare.
In Provincia di Pesaro e Urbino è stata rinvenuta finora solo nel litorale di Fano a Baia del Re, comunissima.
Anisolabis maritima (Bonelli, 1832)
Nome volgare: Forbicina marittima
Ordine Dermaptera, Famiglia Anisolabididae
Morfologia: maschio lungo 15-20 mm, femmina 12-20 mm. Specie attera. Corpo bruno scuro, lucido. Capo più lungo che largo coi lati arrotondati e base subtroncata; antenne bruno-chiare, lunghe almeno quanto capo e torace presi insieme. Torace molto più lungo che largo, glabro, coi 3 segmenti dorsali visibili: il primo (pronoto) circa tanto lungo che largo, subtrapezoidale, con la massima larghezza alla base, gli angoli anteriori quasi retti, i posteriori arrotondati; gli altri due segmenti molto più larghi che lunghi, il secondo rettangolare, il terzo subtrapezoidale. Zampe lunghe, gialle. Addome finemente peloso; cerci interi, nella femmina uguali, nel maschio il destro all'apice più curvo dell'altro.
Osservazioni: si riconosce per la colorazione del corpo e delle zampe.
Ecologia, etologia: esclusiva degli ambienti rivieraschi. Si trova sotto detriti spiaggiati, pietre, legni, ecc. Specie predatrice: caccia crostacei e insetti. Le uova vengono deposte in una cavità scavata nella sabbia, sotto pietre o altro materiale; la femmina pratica cure parentale verso le uova.
Distribuzione: cosmopolita; tutta Italia.
Nella Provincia di Pesaro e Urbino è finora nota solo per Metaurilia-Torrette nel litorale di Fano, non comune.
Labidura riparia (Pallas, 1773)
Nome volgare: Forbicina delle rive
Ordine Dermaptera, Famiglia Labiduridae
Morfologia: maschio lungo 13-24 mm, femmina 15-28 mm. Corpo allungato e depresso, giallastro con parte posteriore del capo, 2 fasce longitudinali del pronoto, alcune macchie confuse delle tegmine e parte centrale dei tergiti addominali, bruni; antenne, palpi e zampe bianco-giallastro chiari. Capo depresso, più lungo che largo, liscio, opaco, glabro; occhi grandi; antenne molto lunghe. Pronoto più lungo che largo, glabro, liscio, opaco, dopo la metà con una depressione trasversale larga e profonda, al centro con un sottile solco longitudinale, ad ogni lato, presso il margine laterale, con una profondo depressione longitudinale; angoli anteriori ottusi; angoli posteriori arrotondati; margine anteriore profondamente depresso, il posteriore arrotondato, margini laterali rettilinei. Tegmine più lunghe che larghe, di 2,8-4 mm; Ali superanti, a riposo, il bordo posteriore delle tegmine. Zampe lunghe e sottili, finemente pelose. Tarsi di 3 articoli. Addome peloso. Cerci molto sviluppati, simmetrici in entrambi i sessi; nel maschio lunghi 6-11 mm, dentati al bordo interno; cerci della femmina lunghi 4,5-6 mm, con bracci più corti e più dritti.
Osservazioni: si riconosce facilmente dagli altri Dermatteri per le dimensioni e la colorazione caratteristica.
Ecologia, etologia: alvei fluviali, dune sabbiose, sotto detriti vegetali e pietre. Specie predatrice; l'accoppiamento è preceduto da una parata nuziale. Le uova vengono deposte in una cavità scavata nella sabbia; la femmina rimane a sorvegliare le uova e la prole fino a 2-4 giorni dalla fuoriuscita delle larve.
Distribuzione: cosmopolita; tutta Italia.
In Provincia di Pesaro e Urbino è diffusa, ma non comune; rara a Metaurilia-Torrette e a Baia del Re, nel litorale di Fano.
Con riferimento all'immagine di Labidura riparia: foto tratta da: TRNKA & RADA, 2015 - Grasshoppers, crickets (Orthoptera) and earwigs (Dermaptera) of Tovačov gravel pit (central Moravia, Czech Republic): New locality for several thermophilous species in anthropogenic secondary habitat. Acta Musei Silesiae Scientiae Naturales 64(3):199-205.
Dettaglio scheda
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Data di redazione: 24.04.2005
Ultima modifica: 22.10.2024




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