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Tesi
di laurea Lineamenti geomorfologici e recente evoluzione del tratto di costa dal porto di Fano alla foce del fiume Metauro |
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2.4 Analisi e restituzione
dati
2.4.1 Variazioni della
linea di costa
E’ stata ricostruita la variazione della linea di costa partendo dalla base cartografica vettoriale fornita dal comune di Fano aggiornata al 1999. Su di essa tramite l’utilizzo del programma Autocad 2000 è stato possibile inserire alcune foto aeree. Per la precisione sono stati usati i voli dell’IGM del 1955 e del 1996 e il volo commissionato dalla regione Marche del 1978. Oltre a questi è stata parzialmente usata l’ortofotocarta del 1984. e foto del 2000. Dopo averle georeferenziate, utilizzando Cad-Overlay (ovvero un’estensione di Autocad che permette appunto questo tipo di operazione), queste foto sono state inserite ed è stato così possibile tracciare le linee di costa per vederne l’andamento nel tempo. In fig.35 è rappresentato un esempio della schermata presentata dal programma su cui è ben visibile una della foto aeree utilizzata, nonché la base cartografica e la ricostruzione, ad esempio, del nuovo porto che non era presente su tale base ma che è stata ricostruita tramite una foto aerea più recente di quella qui rappresentata.
In proposito è importante ricordare che la precisione della digitalizzazione della linea di costa da foto aeree risente obbligatoriamente di approssimazioni dovute al fatto che in ambienti altamente dinamici, come quelli costieri, stabilire l’esatta posizione di tale linea è praticamente impossibile. In particolare la zona esaminata, pur trattandosi di spiaggia ghiaiosa, e quindi con un angolo di pendenza maggiore di quello tipico di spiagge sabbiose, è sempre una costa bassa e variazioni anche piccole del livello del mare dovuto alle maree ha effetti sulla linea di costa piuttosto visibili (Comune di Ravenna,2002). Occorrerebbe
quindi conoscere sempre l’ora in cui sono stati scattati i fotogrammi e le
misurazioni di un mareografo e di un barometro per poter effettuare le correzioni
di marea e pressione alle foto aeree che vengono digitalizzate. Oltre a questi
valori occorrerebbe, inoltre, conoscere il valore di pendenza della spiaggia
in determinati punti perché si possano effettuare correzioni specifiche per
la zona perché occorre tener conto del fatto che uguali variazioni del livello
del mare implicano uno spostamento della linea di costa in funzione della
pendenza della spiaggia. Infine non può essere trascurato l’effetto della
risoluzione della foto che influisce anche sull’ampiezza della fascia di foto
su cui, date le varie imprecisioni, ricadrà la linea di costa. In generale
la precisione nella digitalizzazione e georeferenziazione del materiale dipende
da due fattori principali (Comune di Ravenna,2002). Il primo è costituito
dalla tipologia del materiale stesso ovvero dal numero dei pixel a terra delle
foto aeree o al numero dei cosiddetti monument point ovvero punti riferiti
a opere antropiche o quant’altro è utilizzabile come riferimento per la georeferenziazione.
Il secondo fattore di errore è dato dalla scala cartografica utilizzata per
l’acquisizione e dall’errore di graficismo. Quest’ultimo consiste nell’errore
che si commette tracciando una linea nella fase di creazione di una carta
che, in una carta con scala 1:N, è stimato di almeno (0.2*N)mm. Di conseguenza
l’errore di graficismo è maggiore utilizzando carte di piccola scala. A questi
errori di graficismo della carta vanno poi aggiunti quelli dovuti all’imprecisione
dell’operatore che aumentano con l’aumento del rapporto di scale (Bernhardsen,1992;
Comune di Ravenna2002). 2.4.2 Elaborazione dati
batimetrici 2001 e 2003
I dati
batimetrici di entrambe le campagne sono stati ricontrollati e confrontati
con le registrazioni cartacee dell’ecoscandaglio e successivamente ad essi
sono state apportate le correzioni necessarie dovute al fattore di pressione
atmosferica e alla variazione di marea. Il valore di pressione atmosferica
è stato letto dal barometro della capitaneria di porto di Fano per quanto
riguarda la campagna 2001 mentre nel 2003 sono stati forniti dall’osservatorio
meteorologico “Valerio” di Pesaro. Per le correzioni di marea si è fatto riferimento
al porto campione di Ancona utilizzando per il calcolo il programma Shma-marea
(fig36). Figura 36 Esempio schermata Shme-marea. Successivamente le batimetrie sono state anche rielaborate con il programma ArcView (fig.38) in modo da poterle inserire nello studio di variazione dei fondali (cfr § 3.3). In questa rielaborazione dei dati si è tenuto conto anche delle opere di difesa della costa presenti lungo il litorale.
Figura 37 Mappa batimetriaca 2001 Figura 38 Mappa
batimetrica della zona esaminata relativa all’anno 2001. 2.4.3 Analisi granulometriche sui campioni di fondale Figura 39 Operazioni di setacciatura dei campioni. 2.4.4 Analisi granulometriche e morfometriche sui campioni di spiaggiaLe morfometrie sono state fatte su 15 ciottoli che dalla setacciatura risultavano appartenenti alla classe granulometrica con diametro maggiore di 5660 mm (è da ricordare che il diametro limitante per la setacciatura non è il diametro massimo del granulo ma come verrà illustrato in seguito il diametro minore trattandosi di granuli dalla forma variabile e in particolare ha importanza il valore dell’asse b (fig.38). Tale parte più grossolana è stata distribuita su un piano di lavoro e sopra è stata appoggiata una grata su cui erano stati precedentemente evidenziati 15 nodi. I ciottoli che risultavano in corrispondenza di tali punti prefissati sono stati prelevati e su di essi sono state fatte le misure. Il lavoro è stato impostato in questo modo per far sì che le osservazioni del campione risultassero casuali e non risentissero di eventuali errori dovuti alla scelta delle osservazioni. Per ogni osservazione sono stati misurati con un calibro i tre assi principali (a,b,c) che per definizione risultano essere a ³ b ³ c rispettivamente a 90° tra loro e tali che il piano ab rappresenti la sezione massima e il piano bc la sezione minima (fig.34). Figura 40 Misura degli assi b e c di un ciottolo tramite calibro
2.4.5 Analisi Geochimiche sui campioni di fondaleCon la fluorescenza a raggi-X il campione viene analizzato per intero, esso viene colpito da un fascio di raggi-X che andando ad interagire con gli atomi del campione provoca la ionizzazione di un certo numero di elettroni orbitanti. Gli atomi successivamente tendono al riaggiustamento elettronico producendo così il fenomeno della fluorescenza ovvero l’emissione di radiazione con energia caratteristica per ogni elemento e con intensità proporzionale alla concentrazione dell’elemento stesso. Occorre però precisare che tale proporzionalità non è diretta a causa di alcuni “effetti matrice” ovvero effetti dovuti alla presenza di altri elementi nel campione con conseguente interferenza nella risposta. |
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